Friday, January 05, 2007

L'ISOLA CHE C'E'



Stamattina ho incontrato una notizia, la notizia di "The Pillow Angel", letteralmente per quei pochi che non lo sapessero "Angelo del cuscino".
In America c'è una bambina, tale Ashley nonsoilcognome.
Alla piccola viene diagnosticato un giorno un grave danno cerebrale, l'"encefalite statica".
In pratica "Per nove anni, mentre il suo corpo cresceva normalmente, il suo cervello restava quello di una neonata.".
Ad un certo punto i genitori, in accordo con i medici di un istituto "Decisero di bloccare il progresso fisico della loro figlia con interventi chirurgici e con terapie di estrogeni perché non si sviluppasse oltre l'età fisica che aveva raggiunto e perché rimanesse per sempre bambina nel corpo, oltre che nella mente. All'Ospedale dei Bambini di Seattle, la principale città dello stato di Washington sul Pacifico, i medici le asportarono gli organi genitali, le bloccarono le sviluppo del seno, la imbottirono di ormoni. E ne hanno riportato indietro l'orologio biologico fissandolo per sempre all'età di sei anni. Secondo l'anagrafe, ha compiuto nove anni. Secondo il suo corpo, ne ha sei. [...] Non importa quanto a lungo lei potrà vivere. Anche se morisse fra 90 anni, Ashley morirebbe come una vecchia di sei anni. "
Inutile sottolineare che la cosa genera scalpore, in un modo o nell'altro.
Prima di tutto ogni volta che mi imbatto in notizie più o meno di questa natura mi viene in mente quello che Fra Paolo, io il nonno e qualcun altro andiamo dicendo in giro da un bel po' di tempo, e cioè che il cyberpunk non è per forza (o perlomeno non ancora) nato quando ti ritrovi tra le mani un grillo tonante, in realtà ci siamo e ci siamo da un po'. La seconda è un'altra cosa.
In molti si scandalizzano, si incazzano, si vergognano per atti di questa natura..cercano appigli e li trovano nell'eterno scontro "scienza-dio-natura" etc..etc..
Personalmente mi viene da riflettere, soprattutto di sti tempi, su quanto la nostra società sia effettivamente capace a sopportare l'idea che molto spesso un atto di coscienza volto comunque alla risoluzione di un problema personale non sia "massificabile". Detto in parole povere io credo che il problema sia che a livello sociale non siamo pronti ad accettare che qualcuno prenda delle decisioni al posto di qualcosa o qualcuno che non si sa perchè mettiamo al di sopra delle parti a prescindere. Sia questo il dio della spiritualità o il dio della scienza.
Non siamo pronti ad accettarlo. Tutto qua.
Però se ci passi, probabilmente il gioco cambia le sue regole. Per questo mi viene da pensare. Per questo penso che il meccanismo di difesa (o autodifesa) che facciamo scattare in circostanze estreme, se è volto al solo bene proprio e degli altri, prima di essere sottoposto a un qualsiasi parere debba essere a prescindere accettato.
Dio non c'entra un cazzo, e neanche la scienza, c'entra che stai male e hai un problema enorme e che lo DEVI risolvere cercando di non fare male a nessuno.
"Dobbiamo affrontare il problema come società nel suo insieme e garantire a padri e madri disperati che le loro creature saranno accudite e rispettate per il resto della loro vita. E' troppo comodo, e troppo vile, accusarli di pratiche eugenetiche e di avere creato una piccola Frankenstein perché soltanto loro vivono la realtà quotidiana di una figlia come Ashley".

Sono d'accordo, dottò.

Thursday, December 14, 2006

CHI HA RUBATO LA MARMELLATA?


Ogni evento traumatico per chi lo subisce comporta, piccola o grande che sia, una rivoluzione.
Con "chi lo subisce" intendo non solo la persona direttamente colpita sia ben chiaro, ma anche se non SOPRATTUTTO le persone che fino a prima di quell'evento erano più o meno coinvolte nella sua vita o più semplicemente ci giravano attorno, piccoli satelliti intorno alla sua orbita.
Quando qualcuno viene colpito da un lutto, ad esempio, molto spesso è inevitabile che qualche piccolo meccanismo della sua vita venga stravolto: veri e propri modi di vedere punti cardine della propria esistenza oppure piccoli gesti, abitudini che però alla lunga risultano centrali nel suo "ritmo"..in musica quando un pezzo cambia ritmo in pratica cambia totalmente, nella vita di un essere umano è molto diverso, ma il cambiamento è innegabile..la conseguenza è che anche le persone che gli stanno intorno lo subiscono e devono necessariamente adattarsi di conseguenza, attuando a loro volta una piccola o grande rivoluzione.
Questa cosa, se non si fosse capito, mi ha sempre dato non poco da pensare..
molto spesso mi trovo a chiedermi, ad esempio davanti alla notizia di un ragazzo ucciso durante una rapina, quali siano stati gli eventi che lo hanno portato a fare una scelta del genere, quale sia stata la causa scatenante etc..
Alle volte capita di trovarsi davanti a dei criminali punto e basta, a delle persone che lo fanno perchè gli piace, inutile cercarne un perchè, il perchè risiede in quel piacere che noi aborriamo per nostra cultura e genetica..di questa cosa sono convinto..
ma questo caso è raro, almeno nella maggior parte dei casi la motivazione risiede in una serie di eventi traumatici, gli stessi di cui sopra, che portano un individuo all'esasperazione e quindi a compiere gesti che in altre circostanze non avrebbe mai e poi mai portato fino alle estreme conclusioni..
In QUEI casi divento scemo a domandarmi cosa avrei fatto al suo posto, come mi sarei comportato, se avessi avuto la forza e il coraggio di fare la stessa cosa..immagino la disperazione, la IMMAGINO, perchè non posso fare altro..penso a tutte le brave persone che per "una serie di sfortunati eventi" sono diventati assassini, ladri, spacciatori..
sono combattuto, lorsignori..
Chi mi conosce bene sa che una parte di me sa e saprà sempre che la coerenza in certe cose è la mia seconda colonna vertebrale ed è per questo ad esempio che non faccio uso di sostanze chimiche e credo che diffondere l'eroina sia un atto totalmente immorale, pericoloso e incredibilmente stronzo..
l'altra parte di me però si chiede sempre il perchè..e mentre qualche anno fa avrei condannato a priori un gesto che non rientrasse nel mio "moleskine della coerenza", adesso mi faccio molte più domande..forse a voi risulterà una cosa scontata, per me è ogni giorno una battaglia durissima..
in pratica penso che anche davanti al più bieco atto prima di PENSARE al GIUDIZIO su chi l'ha compiuto, sarebbe bello e giusto sapere le reali motivazioni..chiaro, ripeto, che ci sono cose su cui questo ragionamento non è attuabile..
Una cosa è certa, mi piacerebbe conoscere il perchè ogni tanto qualcuno in cui credevi o semplicemente di cui non "avresti mai detto" all'improvviso fa la cacca fuori dal vasetto e tradisce la tua fiducia, o semplicemente l'idea che ti eri fatto di lui/lei..
mi piacerebbe conoscerlo sempre..
lo so che non è possibile, il più delle volte, per questo le cose che scriviamo su quel Moleskine ci servono..ci sono utili per andare avanti..sono i nostri punti cardinali..
i nostri, appunto.

"Ce sta troppo rumore troppo casino
lascia che che 'o raiss ti parli da vicino
pe ‘ te dicere tienelo a mente chi è ‘o bbuono e chi ‘o malamente
arape ‘e cervella e ll’uocchie e tienelo a mente chi è ‘o bbuono e chi ‘o malamente
ind’a chistu clima ‘e caccia ‘o criminale no nun voglio fa nu tribunale universale
chest’è sulamente n’opinione personale sulo nu giudizio individuale
e allora guarda e fatti in maniera razionale senza sta a sentì sta propaganda elettorale
te voglio dicere tienelo a mente chi è ‘o bbuono e chi ‘o malamente
no nun pozzo suppurta’ chi non riesce a capi’ arò sta ‘o bbuono e ‘o malamente
ce sta chi tene ‘e ccart ‘e cientomila lire
ce sta chi ind’a sacca nun tene manco mille lire
io so’ nato e so’ crisciuto ind’a nu quartiere
arò o arruob’ o spacci o te faje na pera
senza ‘na lira annanz’a televisione ca te dice nun si ommo si nun tiene o machinone
a scola ll’aggio fatta mmiezo a na via mmiezo ‘e mariuole e mmiezo a polizia
e allora che vulite si veng’a cucaina si voglio magna’ pur’io sera e mattina
si voglio sta’ pur’io comm ‘e figli d’e signure ch’e denare ind’a sacca e ch’e vestiti buoni
e allora quanno liegge ‘ngoppo ‘o giurnale ch’e uardie anno acciso sti quatto criminale
tienelo a mente chi è ‘o bbuono e chi ‘o malamente
nun me parlate chiù ‘e moralità nun me parlate d’onestà e criminalità
io so’ crisciuto senza manco st’opportunità
chello che faccio ‘o faccio sulo pe’ magna’
ind’a chistu munne ce sta chi arrobba legalmente e sfrutta tutt’e juorne a miseria ‘e ll’ata gente e allora pecchè pe’ tutta chesta gente loro so’ bbuone e io so’ malamente?"

O bbuono e ‘O malamente
(Almamegretta - Figli di Annibale - 1992)

Thursday, November 30, 2006

L'ESERCITO DELLE QUATTRO SCIMMIE



Non parlerò di quello che è successo, perchè tanto si è detto e tanto si dirà..come per molti altri, la maggior parte delle parole uscite da quel giorno in poi mi hanno offeso, hanno offeso la mia dignità di essere umano.
Mi sono già espresso sulla questione quando e con chi volevo, ma la provocazione è continua e non smetto mai di leggere testimonianze sulla degenerazione dell'essere umano. Non è un bel periodo per me e forse questo influisce sul mio stato d'animo attuale, sulla mia voglia di vomitare su una divisa, voglia che mi è rimasta addosso dopo i fatti di Genova, voglia che cerco a volte di controllare ma che torna prepotentemente ogni volta che mi accorgo di certe cose, ogni volta che faccio due più due, ogni volta che è talmente palese da diventare quasi una commedia tesa solo a prendermi deliberatamente per il culo..
Scusate, arrivo al punto.
Qualche tempo fa c'è stata una guerra a Genova, tutti la ricordate. La guerra di solito conta molti morti e non sveglia neanche un grammo di coscienza, stavolta il morto invece è stato uno solo e pare che di coscienze ne abbia svegliata più di una. Questo, di certo, non la rende una morte "utile" a nessun fottutissimo sistema di cose. Ah, no, aspetta, a uno si. Ma certo, come ho fatto a non pensarci.
PREPARAZIONE.
"I superiori ci dicevano di stare attenti, ci raccontavano che ci avrebbero tirato le sacche di sangue infetto. Ci dicevano di attacchi terroristici. La sensazione era come se dovessimo andare in guerra".
Chiaro? attenti, panico, non respirate e ricordate sempre che siete alla vostra PRIMA missione e non dovete sbagliare neanche UN COLPO.
SVOLGIMENTO.
"Ci hanno lasciato soli, ci hanno abbandonato. Potevano intervenire perchè c'erano i carabinieri e anche gli agenti della polizia. Potevano fare una carica per disperdere i manifestanti e invece non hanno fatto niente. Quel momento è durato una vita".
Bravo Placà..solo una cosa, non "durato", "costato".
CONCLUSIONE.
"mi hanno fatto una festa, mi hanno regalato un basco del Tuscania, 'benvenuto tra gli assassini', mi hanno detto. Si, erano contenti. Dicevamo Morte sua vita mia, cantavano canzoni. Hanno fatto una canzone anche su Carlo Giuliani. Io ero assente, non volevo stare con nessuno, mi sentivo troppo male".
Dio ti prego fa che ascolti quella canzone, come farò mai senza.

Non entro nel merito, ho sempre pensato che la vera tragedia sia un ragazzo che ne uccide un altro, a fanculo i colori e tutto il resto in quel momento, come insegnò il buon Fabrizio. In quel momento, appunto. Poi, inevitabile come la pioggia a novembre arrivano schifo, rabbia e sconforto a farmi compagnia.
Io non c'ero, tra l'altro, sembrerà una motivazione idiota, ma gli occhi di mia madre contenevano abbastanza terrore da farmi sentire in colpa, è la verissima verità. Mi ricordo di me e Filtro che rientriamo a casa sua e la radio che ci dà la bella notizia, non ricordo se c'era anche Trolls.
Ricordo lo sgomento però, quello lo ricordo bene. E ricordo che, forse vigliaccamente, la prima cosa che ho pensato è stata "cristo, meno male che non sono andato, mia madre sarebbe morta di paura" e poi "i miei amici sono lì". E i miei amici erano lì e io, per la prima volta, ho avuto paura di perderli, non che si facessero male, ma di perderli.
"E' impossibile. Non potevo colpire Giuliani. Ho sparato sopra la ruota di scorta del Defender".
Lo schifo che provo è che non tardano a rendere la mia paura di allora più che giustificata. Un ragazzo SPARA ad un altro ragazzo. Si dice di si, si dice di un sasso che ha deviato la traiettoria, giù chili di inchiostro e miliardi di corde vocali si producono in opinioni contrarie o favorevoli a quello, che in ogni cazzo di caso, è un omicidio.
"E' impossibile. Non potevo colpire Giuliani. Ho sparato sopra la ruota di scorta del Defender".
Vaffanculo, se mi passate la metafora. TU NON DEVI SPARARE A UN CAZZO, IDIOTA.
Non mi interessa se eri nel panico, non mi interessa se all'opposto tu dici e altri appresso a te che sarebbe successa la stessa cosa, perchè NON E' QUELLO CHE E' SUCCESSO.
TU hai sparato. LUI è morto. TU sei prosciolto. LUI è sciolto.

Va bene, mi calmo.
Non passa giorno che non mi chiedo se è il caso di vedere la cosa sotto TUTTI i punti di vista, cosa avrei fatto io al posto suo..ad esempio..
il punto è che io al posto suo non mi ci sarei mai e poi mai trovato..
perchè penso che un corpo armato sia un'aberrazione della civiltà, me l'ha insegnato mia sorella, che in queste cose è stata più di una madre per me. Non si DEVONO avere le armi. E' contro il senso stesso dell'umanità. Si lo so, discorso vecchio come il cucco (ma si può sapè che è sto cazzo di cucco?), lo so che è inevitabile che ci siano. Allora concludo, o quasi.
Appartieni ad un corpo militare o di polizia e quel corpo un bel giorno ti dimostra di essere MARCIO, senz'altro qualsiasi altra cosa da quelle belle parole che hai pronunciato quella bella mattina davanti agli occhi commossi di tua madre e quelli fieri di papà..
"Secondo me sul G8 non è stata detta tutta la verità. Ci sono troppe cose che non sono chiare, come ad esempio: perchè alcuni militari hanno 'lavorato' sul corpo di Giuliani? Perchè gli hanno fracassato la testa con una pietra? Ritengo che cremare il corpo di Giuliani sia stato un errore, forse si sarebbe potuto scoprire di più. Sono alla ricerca della verità. Come fanno a dire che l'ho sparato in faccia. "
"L'Arma dei Carabinieri mi ha usato e poi cestinato".
Sono tue parole, signore dal basco rosso.
"Non posso rientrare nelle forze di polizia, come invece mi farebbe piacere".
Però sono tue anche queste.

Io non lo so.
Non so quello che è successo, non lo POSSO sapere. Ho una mia idea, ovvio. Ma non conta. Non so se tu hai sparato in aria, se un sasso ha deviato il proiettile, se hai deliberatamente ucciso Carlo Giuliani.
So solo che sei libero e però pare proprio che hai sparato. In Italia c'è un reato per questo.
So solo che il corpo dei carabinieri ha infangato il più possibile il tuo nome e tu hai avuto la possibilità di capire che forse, molto probabilmente, le cose non sono di quel colore là. Ma tu decidi che ti piacerebbe tornare. In Italia per questo, invece, non c'è reato.
So che le scimmie sono tre, ma manca la quarta.
Quella ferma sull'attenti.
In divisa.

"Ci sono tre modi di fare le cose: quello giusto, quello sbagliato e quello militare."
("La figlia del generale" di Simon West - USA 1999)

Monday, November 13, 2006

L'IPOTESI



L'idea che ci facciamo di una persona è sempre quella più dura da cambiare...
Quando guardiamo un film o leggiamo un libro con un bel carico di sani pregiudizi motivati da chissà cosa in genere usciamo dal cinema o terminiamo il romanzo con un giudizio negativo o perlomeno critico. Qualche volta, invece, cambiamo idea.
Perchè il libro in realtà si è rivelato ben scritto, perchè il film in realtà si è rivelato ben diretto e interpretato, insomma, indipendentemente dai motivi la cambiamo.
Con gli esseri umani, invece, è tutta un'altra storia.
Si impiega un tempo relativo a "farsi un'idea" di un individuo, alle volte bastano attimi, altre volte non potrebbe bastare una vita. Fatto sta che bene o male una parvenza in simil/plexiglass di opinione prima o poi te la fai.
Quello che continuo a notare, su me stesso e sugli altri, è che però quest'opinione a un certo punto diventa di marmo, roccia, roccaforte inattaccabile da qualsiasi evento.
Io mi reputo una persona fortunata, perchè molto probabilmente fino a qualche tempo fa potevo ambire alla poltrona di sindaco di "noncambiolandia"..poi ho conosciuto qualche soggettone che mi ha fatto notare, anche solo con il suo modo di porsi, che non era il caso..
ho poi visto qualcuno cambiare modo di essere e di fare, ma la causa del cambiamento è sempre stata quella. In parole povere quando capisci che gli esseri umani intorno a te, fatte dovute eccezioni, sono in eterno mutamento, molto probabilmente diventi una persona migliore..
Con gli anni mi sono accorto che porsi nell'altra maniera, completamente disponibile a qualsiasi cambiamento, mi ha fatto stare meglio con me stesso e forse anche con gli altri..
E' da un po' che mi fa incazzare sentire parlare di gente sconosciuta additandoli come idioti in maniera definitiva..non è questa pratica che trovo stupida, ma il fatto di rendere un'opinione indiscutibile e soprattutto impossibile da cambiare.
Anch'io mi baso sulle poche cose che ho e che so di che ne so, un'artista ad esempio, per farmi un'idea di che tipo di figlio di degna madre sia, ma da un po' mi sforzo anche per far sì che quell'idea non sia e non sarà mai definitiva..anzi quasi spero, nel caso penso che il soggetto sia un'emerita, che venga lui stesso a smentirmi..
Concludendo, lorsignori, bisogna osservare perchè è fondamentale, ma mentre si osserva e si prendono appunti bisogna sempre avere a portata di mano una gomma.
Forrest Gump non sei nessuno.

Friday, October 27, 2006

IN BALIA DI UNA SORTE BIZZARRA E CATTIVA



Piccola premessa..
Sono stato indeciso se scrivere o meno questo post..un po' perchè qualcosa mi dice che suona scontato e un po' anzi soprattutto perchè sa tanto di elogio funebre, cosa che in realtà vorrei completamente evitare. Quindi se è questo che vi sembra stia scrivendo, potete anche evitare di andare avanti nella lettura. Grazie.
Quando se n'è andato De Andrè ho visto tanti, tantissimi mondi scendere in tantissime piazze..la cosa non mi è dispiaciuta anzi..vorrei aver avuto anch'io la forza di poterlo fare ma ho un modo diverso di vivere il dolore, e me ne sono stato per tanto tempo senza dire o fare niente, suonando da solo in camera mia le sue canzoni, riascoltando qualche vecchia intervista, rileggendo qualche suo capolavoro..sinceramente, non penso di essere stato l'unico ad assorbire quello schifosissimo colpo in quella maniera..
Con il maestro Lauzi invece ho deciso di comportarmi in maniera diversa, più che decisione si è rivelata stamattina una vera e propria esigenza..e ancora adesso mi chiedo il perchè..non è che abbia i suoi dischi o sia stato un suo grande ascoltatore..ma mi sono dato qualche risposta che forse racchiude anche i motivi per cui ho sempre stimato e avuto una certa considerazione per l'autore di Johnny il bassotto..
Bruno Lauzi appartiene a quella schiera d'autori e cantautori genovesi e non che hanno avuto su di me un'influenza letale da un punto di vista artistico e perchè no umano..quello "sfoltito" gruppo di ragazzi accomunati da un'esigenza fondamentale..quella di rendere la canzone un veicolo prima ancora che una forma di intrattenimento..esigenza che nasceva da una valigia pesante come un macigno eternamente depositata nello stomaco, piena di amarezza, speranza, ironia, cultura nella sua concezione più nobile ovvero popolare, libri, libri, libri, dischi, dischi, dischi e tanto, a volte davvero troppo, vino..(leggasi per "troppo" il fatto che avrei preferito che Ciampi stesse ancora qui a farmi godere come un matto)..
Lauzi era quel tipo di essere umano a cui potevi lasciare tuo figlio quando non potevi stare a casa per lavoro..con la responsabilità di sapere che non l'avresti mai più ritrovato com'era..
Era un poeta in molti dicono, ma per me era "solo" un cantautore, anzi, uno dei tanti "il cantautore" che ci sono stati e che ancora resistono (qualcuno è rimasto)..
Era uno che riceveva la visita improvvisa, di notte, di una donna che anni e anni prima gli aveva spezzato il cuore..questa gli diceva che era in crisi che non sapeva chicosacomeoddiol'amoresonoconfusa..poi usciva a comprare le sigarette e Lauzi nel lasso di tempo che intercorreva prima del ritorno di lei scriveva "Ritornerai"..(provate a rileggere il testo adesso e capirete cosa si intende per amara e quindi meravigliosa ironia)..
Era uno che si è messo insieme a Paolo Conte, Gino Paoli e molti altri a ricordare da subito che Tenco no, non era proprio il caso di perderlo..
Era uno che si è beccato il Parkinson e le metastasi e in tutta risposta aveva fatto pubblicare questa:(http://www.corriere.it/Primo_Piano/Spettacoli/2006/10_Ottobre/25/mrparkinson.shtml)
Era uno che a tredici anni aveva già un certo bagaglio di politica..e sapeva già che sarebbe stato un uomo "libero" e pertanto meccanicamente coinvolto in tentativi più o meno subdoli di accaparramento di alcune parti politiche..senza che queste (ovviamente) riuscissero minimamente nel loro intento.."Ricordo che ai miei concerti venivano dei tipi con l'eskimo a urlarmi -borghese di merda!!!-, ma io faccio politica da quando avevo tredici anni e non l'ho mai fatta nè mai la farò sul palco"..
Era uno a cui il premio Tenco (lui era uno dei fondatori del Club Tenco) era stato "accuratamente evitato" per motivi che adesso sarebbe inutile sottolineare anche perchè li ho già scritti nel periodo precedente..e invece guarda caso quest'anno (dopo soli 26 anni), i signori che ormai da anni gestiscono la cosa si erano ricordati di lui e dal 9 all'11 novembre la rassegna sarebbe stata dedicata al signor Lauzi Bruno nato Etiope ma completamente italiano..solo che il signor Lauzi non potrà esserci..avrà da fare in sante osterie..
Era uno, a cui devo molte, troppe cose, a lui come a De Andrè e molti altri di cui adesso non ho voglia di fare il nome..
Per cui grazie maestro Lauzi, per avermi fatto avvicinare anche lei alla scoperta che scrivere le canzoni è il regalo più bello che possa fare a me stesso..
Ah, lasci che glielo dica, nessuno delle persone che mi conosce (forse solo mia sorella, ma per il puro e semplice fatto che condividevamo le stesse mura) sa, che in realtà, per il sottoscritto cominciò tutto da qui (e quindi un grazie anche al signor Caruso)..
http://www.nenanet.it/info/enrica_latartaruga.htm
Mi saluti Luigi e gli altri, quando può..
Si brindi..

Thursday, October 19, 2006

HIPPY YA-YE, PEZZO DI MERDA


06/10/2006
"La libertà di azione nello spazio è importante per gli Stati Uniti come la potenza aerea e marittima. Si stabilisce il diritto a negare l'accesso allo spazio a chiunque sia ostile agli interessi americani e respinge futuri accordi sul controllo delle armi che possano limitare la flessibilità degli Stati uniti nello spazio."

Ad essere sinceri è arrivata anche dopo le mie aspettative.Il punto è, lorsignori, che non si può parlare neanche più di arroganza. Non si può dare dell'arrogante ad un dittatore, sarebbe come uscire dal cinema dopo aver visto l'uomo ragno e dire "E' un'americanata".Lo immagino mentre gioca a Risiko da solo, probabilmente incazzandosi come una iena quando si invade la Kamtchatka. Oppure immagino la sua prima domanda mattutina, mentre fa colazione "a 7894611879874 chilometri da dieci cecchini addestrati ad ucciderlo":

- Abbiamo invaso qualcosa oggi, Condolì?
- No, signor presidente.
- Non ANCORA, Condolì, non ANCORA..
- Si Signor Presidente.

Il bambino gioca alla guerra, si accorge che tutti vogliono giocare al suo gioco perchè è un gioco che ti fa diventare un Re. Non è importante di cosa, ma comunque un Re. Allora il bambino si arrabbia, perchè quello è il SUO gioco, tenta di farlo capire agli altri bambini ma poi si accorge che ormai è troppo tardi. Allora si chiede:- Cos'è che non ho ancora preso? Ah si, quello.E si prende lo spazio. Magari si compra anche qualche pianeta, hai visto mai..
Sveglia, siamo fottuti.
Io intanto prego che qualche ragno gigante proveniente da Klendathu bussi alla sua porta.

Monday, October 16, 2006

MERLINO'S REFUSE

"[...] In molti, di voi, si chiederanno le origini di questo sconosciuto essere: alchimista d'immagini, eroe solitario dagli avversi sentimental destini..la storia racconta ch'egli fu scoiattolo, fugace volatile e non di meno tenero esserino acquatico che noi uomini siam soliti chiamare "pesce"..ma egli fu anche altro, signori miei.. e chissà quali mille altre forme avrebbe voluto assumere..ebbene..una, la più importante, io l'ho scoperta.. e ve ne do dimostrazione una volta per tutte..affinchè non si dubiti mai più di ciò che sta nel mezzo..tra quel che questo meraviglioso essere umano è adesso e quel che molto probabilmente avrebbe voluto essere..."